I Monumenti

Chiesa di San Pasquale

San PasqualeLe Chiese Campestri hanno avuto da sempre, un particolare significato religioso per i nostri antenati. Le rare festività annuali che vi si celebravano erano altresì occasione di rumorose feste spesso accompagnate da spari di mortaretti.

Questi luoghi di culto sono importanti, oltre che dal punto di vista sacro, anche da quello artistico. Le notizie sulla chiesa di S Pasquale si trovano nell'Archivio Vescovile di Acqui (Relazioni Parrocchiali e Visitazioni Apostoliche) e nell'Archivio Parrocchiale di Morsasco (Libri dei conti, atti di morte ed atti di Battesimo) e nell'archivio storico del Comune di Morsasco (Libri dei Convocati).

Non siamo in possesso di documenti in grado di farci risalire ad una sicura data di fondazione della nostra chiesa; potremmo presupporre una sua costruzione tra la fine del seicento e l'inizio del settecento. Nessuna traccia della chiesa dedicata a S. Maria, S. Pasquale, S. Isidoro (patrono dei contadini) sino al 1699 quando il delegato del vescovo di Acqui, durante la sua visita apostolica nella Parrocchia di Morsasco scrive di aver trovato una chiesa campestre di S. Maria molto rovinata. Finalmente nel 1714 il Visitatore Apostolico trova la chiesa di S. Maria, S. Pasquale, S Isidoro "ben provvista". Possiamo quindi dedurre che l'edificio religioso sia stato costruito tra la fine del seicento e l'inizio del settecento, forse sulle rovine di una più antica Chiesa di S.Maria o nelle immediate adiacenze. aquisendone il nome. Siamo inoltre confortati dal fatto che intorno alla fine del XVII sec., si andava diffondendo il culto di S. Pasquale Bajlon, frate francescano spagnolo santificato nel 1680. Dal 1714 in poi i documenti che parlano della nostra Chiesa sono numerosi, nel 1728 nella relazione parrocchiale essa è descritta con il pavimento di pietra, ossia di "ciappe ordinarie". A partire dalla metà del millesettecento si manifestò il desiderio della Comunità di Morsasco di restaurare l'antico edificio religioso, questa volontà è manifestata in due verbali del Consiglio Comunale, il primo dove si afferma che "ove deve farsi la volta" ed è datato 12 maggio 1756, il secondo, che risale al 24 ottobre 1757, dove si parla di lavori generici "ristorazione". Nella relazione parrocchiale del 1765 si attesta che la chiesa è provvista di sacrestia, armadio e di un piccolo campanile (un campanile a vela?). La chiesa è considerata poco sicura, nonostante la presenza del Romito che abita in una casa attigua, infatti, le suppellettili sacre sono conservate nella casa del Priore. Nel 1784 la chiesa doveva godere di un certo prestigio se viene trovato un bimbo "esposto" nelle adiacenze della chiesa stessa. Un'altra notizia ma più triste la troviamo nel 1801 quando viene ucciso un uomo nelle prossimità della chiesa stessa. Una svolta importante la abbiamo nel 1829, quando il 19 novembre il consiglio comunale di Morsasco decide di costruire un nuovo cimitero vicino alla Chiesa di S. Pasquale, il detto cimitero sarà consacrato il 17 luglio 1831. Da li a pochi anni sono documentati numerosi lavori; essi riguardano sia la manutenzione "ordinaria" sia quella straordinaria. I conti della Parrocchia attestano il rifacimento della muratura di S. Pasquale, la ristrutturazione del tetto: numerose sono le spese per i coppi, nel 1865 c'è l'acquisto di circa quattrocento "tegoli" che serviranno alla rifinitura del tetto. Poi i lavori proseguono con il consolidamento del campanile: nel 1873 è inserito un tirante nel campanile stesso, ed altri lavori. Il libro dei conti si conclude nel 1886, ma probabilmente i lavori continuarono sino allo spostamento del cimitero nelle adiacenze della chiesa di S. Vittore (1944). Da questo momento inizia un lento declino della nostra chiesa, sino agli eventi attuali.
La forma della primitiva chiesa che oggi viene inaugurata la si può vedere dipinta al centro del quadro sito dietro l'altare. Osservando bene il quadro stesso, nella sua parte di sinistra, a circa la metà, appena alle spalle di S. Isidoro è visibile l'immagine dell'antico castello e di Morsasco.

La piazza Vittorio Emanuele II, la Torre dell'orologio e la casa detta "Del Boia"

Campanile Nella Piazza Vittorio Emanuele II, sopra la porta che conduce al castello, si può notare un bel campanile con orologio, la costruzione risale al 1697. Fa corpo unico con la citata torre la casa detta "Del Boia", in questo luogo era posto il gancio dove il boia sottoponeva ai "tratti di corda" i malcapitati ospiti delle carceri del castello. La suddetta torre attribuisce alla piazza, una particolarissima bellezza. La piazza era l'antico centro politico – economico di Morsasco, la sede dell'antico consiglio comunale si trovava nel luogo attualmente occupato dalla biblioteca civica.

Il Castello

E' un superbo maniero posto in posizione dominante sulla valle della Bormida, dalla cui torre era possibile controllare la vastissima zona che va dalle colline di Acqui ad Ovest sin oltre Alessandria ad Est, dal massiccio del Monte Rosa a Nord sino all'Appennino Ligure a Sud. Un tempo il castello era di più modeste dimensioni, fu ingrandito in diverse riprese dai vari padroni che si succedettero: dai Malaspina nel corso del XV secolo, dai trentini conti di Lodrone nel XVI secolo ed all'inizio del 1700 dai Principi Centurione genovesi.  All'interno del Castello si trovano un ampio salone un tempo adibito al gioco della pallacorda, gli appartamenti dei castellani, due bellissime sale affrescate ed ornate da antichi camini, infine orride prigioni ove si leggono ancora graffiti ed iscrizioni che vi lasciarono gli antichi e sfortunati prigionieri. Sul torrione di sud-est è ancora perfettamente visibile una formella in pietra dove è stato scolpito lo stemma dei Centurione Scotto; sugli angoli della stessa torre sono presenti teste di leone, simbolo araldico dei conti di Lodrone.
CastelloI Centurione, diventati Principi del Sacro Romano Impero nel 1654, ebbero il diritto di esercitare la giurisdizione criminale (anche capitale)sui loro sudditi di Morsasco; a testimonianza di ciò esiste ancora oggi una casa detta "del Boia" vicino alla "porta dell'orologio" prospiciente la piazza del paese. L'edificio conserva questo nome perché qui era posta la trave dove pendeva il "canapo" atto ad infliggere i "tratti di corda": il reo era spogliato ed era "tirato su" con i polsi legati ad una corda passante per una tagliola. Egli rimaneva appeso per qualche minuto, poi era lasciato cadere. Il cigolio della tagliola unito alle urla dell'incriminato, che dopo un qualche tempo si tramutavano in gemiti, offrivano alla scena una spettacolarità che doveva essere di deterrente al ripetersi di episodi delittuosi

Non esistono più il ponte levatoio ed il fossato, sostituiti nel 1740 da un ponte in pietra e successivamente interrati. All'inizio del recinto si può notare un bel campanile con orologio che risale al 1697 e fa ancora bella mostra di sé nella Piazza Vittorio Emanuele II.

Chiesa di San Vito

San VitoS. Vito o Vittore è il patrono della Comunità di Morsasco, da non confondersi con S. Bartolomeo patrono della Parrocchia. Il nostro santo é venerato come protettore dei prigionieri (vedi il carcere di S. Vittore a Milano) e degli esuli ed è festeggiato l'otto di maggio. S Vito è particolarmente venerato anche nel passato "remoto": nel verbale del Consiglio Comunale, datato 19 settembre 1762, si legge " (...) che il Santo[S. Vito] di cui resta detta chiesa intitolata è stato eletto da questa Comunità per protettore di questo luogo, e ne celebra annualmente la di Lui Festa fatto precetto di peccato mortale".

E' tuttora conservato nella canonica di Morsasco una reliquiario di stile barocco contenente una reliquia consistente in una mandibola. Sopra il reliquiario esiste una dicitura: "Ex maxilla S. Viti".

La Chiesa di S. Vito è il più antico edificio presente nel comune di Morsasco, forse preesistente al paese stesso, e dista poche centinaia di metri dal bellissimo centro storico. La prova dell'antichità è data, oltre che della struttura architettonica, anche dal Titolo che è antichissimo e tipico della primitiva Diocesi Metropolitana di Milano. L'edificio religioso presenta una bellissima abside semicircolare alto medioevale (XI sec); all'interno della quale è presente un affresco attribuito ad un Maestro Piemontese o Lombardo della seconda metà del sec XV, che rappresenta in primo piano un Cristo Crocifisso con Madonna ed una Santa, sullo sfondo le mura di Gerusalemme, ai lati S. Antonio Abate ed un Santo a cavallo (molto probabilmente S. Vito).La restante parte dell'edificio religioso denuncia diverse fasi costruttive; mentre la datazione del portico è incerta, scarne notizie ricavate dai conti del Comune del 1706 citato l'acquisto di duecento coppi per portico suddetto, con la spesa di £ 40 (di Genova). Il terreno intorno a S. Vito fu adattato a lazzaretto e divenne quindi cimitero nei primi anni del seicento, durante la peste descritta dal Manzoni nei "Promessi Sposi". Il gran numero di decessi rese, infatti, insufficiente il vecchio cimitero adiacente la Parrocchiale obbligando a scavare delle fosse anche in questo luogo. Una nota particolarmente triste è evidenziata nel libro dei morti: in questo luogo furono sepolti numerosi bambini deceduti in quegli anni terribili.

Chiesa di San Sebastiano e San Rocco

San Sebastiano e San RoccoIl successo del culto di S. Rocco è legato al suo ruolo di protettore della peste. Dalla fine del 1400, egli appare come intercessore speciale nella guarigione di questa malattia, e in molti luoghi egli fu associato (come a Morsasco) in questo titolo a S. Sebastiano.
I pellegrinaggi in onore del Santo conobbero una frequenza eccezionale nei periodi di epidemia.

Nelle campagne S. Rocco fu anche invocato contro le malattie del bestiame e le catastrofi naturali. Il culto del nostro Santo parve in declino a partire dalla fine del secolo XVIII, rifiorì in seguito alle epidemie di colera del 1835 e del 1854.

Chiese e cappelle dedicate a San Sebastiano e Rocco se ne trovano sparse nel territorio della Diocesi di Acqui. Questo prova quanto fu grande la devozione e la venerazione nei confronti del Santo da parte dei nostri antenati.
Dal punto di vista iconografico il Santo è rappresentato in abiti da pellegrino, in atto di indicare un bubbone sulla gamba ed è spesso accompagnato da un cane che reca un pane in bocca

Notizie storiche della Chiesa di S. Sebastiano e Rocco

Tutte le Chiese dedicate a S. Rocco, sono poste sulla strada principale che conduce al centro abitato; questo perché si pensava che "il morbo pestifero" si propagasse con lo spostamento degli eserciti, o con i forestieri o al seguito di coloro che fuggivano da una zona contagiata. Per questo motivo, alle porte dei paesi, oltre ad attuare controlli sanitari, furono erette chiese o cappelle dedicate al Santo, come quella di Morsasco, sperando che tale gesto di fede servisse ad allontanare l'incombente pericolo.
Non esiste una datazione precisa circa l'anno di costruzione dell'antica Chiesa. Un atto di battesimo datato 26 settembre 1689 prova che in quella data la Chiesa era già stata eretta.

"E' stato rinvenuto presso la Chiesa di San Sebastiano un bambino di cui si ignorano i genitori e venne battezzato con il nome di Sebastiano"
"Robba Prevosto"

La Cappella che noi conosciamo non è quella antica; dal verbale della Parrocchia del 6 giugno 1897 si legge:
"Si delibera di iniziare una sottoscrizione per la ristorazione o ricostruzione della cappella di S. Sebastiano, la quale da più anni trovasi in pessimo stato e minaccia rovina"
Essendo stato deciso non il "restauro" ma la ricostruzione "sull'antica Cappella che minaccia rovina" il 24 aprile 1898 fu collocata, assieme ad una pergamena- ricordo, nelle fondamenta del coro dietro l'altare, la prima pietra benedetta dal Vescovo Diocesano Mons. Pietro Balestra.
La ricostruzione procedette rapidamente, il giorno 7 maggio 1898 si diede principio alla costruzione, che fu portata a tetto il giorno 29 giugno dello stesso anno. Tutto questo fu facilitato dalla partecipazione entusiasta e fattiva della popolazione. Un documento ricorda le persone che collaborarono.
Il 24 agosto 1900, in occasione della festa Patronale, la nuova Chiesa fu benedetta solennemente dal Vescovo di Acqui, alla presenza della popolazione di Morsasco e dei numerosi fedeli accorsi dalle parrocchie vicine.
E' bello porre l'accento sulle parole conclusive del Parroco don Ferraris:
"Questa Cappella resterà come un monumento della fede e pietà del popolo di Morsasco, come un ricordo dell'anno Santo, ed in omaggio a Gesù Cristo Redentore, a cui sia onore e gloria nei secoli dei secoli. Così sia.

Come arrivare

Dal centro del paese percorrere Via Roma direzione Strada Pozzolungo. La Chiesa sorge sulla destra in Via San Sebastiano.

Chiesa di San Bartolomeo

San BartolomeoLa cinquecentesca chiesa parrocchiale di Morsasco è dedicata a S. Bartolomeo, é infatti citata nella visita Pastorale di Mons. Regazzoni del 1577.
Presenta una navata unica ornata da una bella decorazione eseguita nel secolo scorso dal pittore ponzonese Ivaldi, detto "il Muto".
Il seicentesco Altare Maggiore é di pregevole fattura, sugli altari laterali sono posti alcuni quadri di buon livello pittorico risalenti al diciassettesimo secolo.
Il primo dedicato a S. Bovo è del Monevi, importante pittore che visse ed operò nelle nostre terre alla fine del seicento; l'altro della Vergine delle Grazie con i Santi, un terzo é dedicato al Santo Rosario è anch'esso del Monevi.
Nell'antica Sacrestia esiste una pregevole tela attribuita al Beccaria risalente al sec. XVII. All'esterno della chiesa si trova un porticato fatto costruire nel Settecento dalla famiglia Delfini.

Sacerdote: Padre Roman Giraldo Luis Edoardo
Orario S. Messa: ore 11.00