La Storia

Il CastelloNella preistoria il territorio di Morsasco fu abitato dai Liguri Stazielli.
Furono sottomessi dai Romani dopo una lunga e sanguinosa guerra nel 172 A.C. Con la caduta dell'Impero Romano, le nostre terre subirono l'onta delle invasioni barbariche: passarono, o meglio "calpestarono" la nostra regione i Goti, i Visigoti, gli Ostrogoti, gli Unni, i Burgundi, i Longobardi ed i Franchi, antenati di quelle truppe spagnole, francesi e tedesche che nei secoli successivi percorsero il nostro paese.
Le prime notizie certe di Morsasco risalgono al 1224 e precisamente alla donazione da parte dei Marchesi del Bosco, unitamente ad altri territori monferrini, alla Repubblica di Genova. Morsasco passò quindi dai Marchesi del Bosco ai Malaspina di Cremolino.
Violante Malaspina, figlia ed erede dell'ultimo marchese nel 1530 portò in dote Morsasco al marito, il conte Gio. Batta Lodron, un colonnello dell'imperatore Carlo V di origine trentina.
I conti di Lodrone tennero il feudo sino al 1599 quando, estintasi la linea maschile, lo stesso tornò alla Camera Ducale.
Vincenzo I Gonzaga, Duca del Monferrato, vendette a Barnaba Centurione Scotto di Genova il feudo di Morsasco il 21 di luglio 1599 con il titolo Marchionale.
Il nostro paese seguì il destino del Monferrato sino all'avvento dei Savoia nel 1708, entrando a far parte del Regno di Sardegna prima, quella del Regno d'Italia poi, ed infine quella della Repubblica Italiana sino ai giorni nostri.
Fonte: Acquese.it

Benefattori

Si resero benemeriti a Morsasco per le loro opere filantropiche: Giuseppe Rapetti che con testamento datato 4 agosto 1788 fondò l'Opera Pia omonima, Matteo Boccaccio che con testamento segreto del 14 maggio 1878 stabilì una rendita annua di £1500 a favore dell'Asilo infantile, Michele Delfini che con testamento olografo del 27 agosto 1924 lasciò tutte le sue sostanze per la fondazione di un ospizio per i poveri anziani di Morsasco ed infine Francesco Garrone che lasciò nel 1960 una cospicua somma di denaro al già citato Asilo infantile.

Mario Cavelli

L'Ing. Tenente Pilota Aviatore Mario Cavelli nacque a Bologna il 29 -8- 1912 da Guido, di antica famiglia morsaschese. Si laureò a Bologna in Ingegneria.
Giovane ufficiale, fu ferito gravemente all'aeroporto di Ciampino, quindi riprese servizio in Sicilia con la qualifica di comandante.
Durante un trasporto verso l'Africa, il 22 luglio 1941, l'aereo da lui pilotato si incendiò per una improvvisa avaria: egli riuscì con un atterraggio di fortuna a salvare la vita al suo equipaggio ma morì il 4 agosto per le gravi ustioni riportate. Fu decorato con medaglia d'argento al valor militare "sul campo".

Pietro Ivaldi

Il Maggiore Pietro Ivaldi (Morsasco n.1786 - m.1861), militò con Napoleone nel 63° Reggimento di Linea, 3° Battaglione, 1a Compagnia, dove partecipò alla campagna di Russia; congedato sergente maggiore dall'esercito francese, fu arruolato nelle truppe piemontesi.
Non é chiaro il suo ruolo nei moti insurrezionali del '21 ma non ne subì in ogni caso gravi conseguenze; la sua brillante carriera culminò l'otto luglio 1843 quando fu nominato Maggiore.
Il 6 marzo 1849 il "Maggiore delle Regie Armate Pietro Ivaldi" divenne sindaco di Morsasco e fu riconfermato il 19 gennaio 1852.

Bartolomeo Rapetti

Il Chirurgo Collegiato Bartolomeo Rapetti (Morsasco n. 1763 - m. ?) seguì il corso di chirurgia a Torino, con una borsa di studi del conte Lupi di Moirano.
Esercitò la professione per un breve periodo a Morsasco come chirurgo "condotto".
Militò nell'esercito piemontese comportandosi eroicamente durante l'assedio di Grenoble e guadagnandosi una lode da Vittorio Emanuele nonché le patenti [1] di Chirurgo del Presidio e dei Bagni di Acqui [2] .
Fu coinvolto marginalmente nei moti del "21".

[1]
Con il termine "Patenti" si intendeva in passato una lettera, una ordinanza con valore di legge, ovvero un documento che autorizza all'esercizio di una attività.
[2]
"Chirurgo del Presidio e dei Bagni d'Acqui":

VITTORIO EMANUELE
Volendo avere un particolare riguardo ai servizi prestati negli Ospedali Militari dal Chirurgo Collegiato Bartolomeo Rapetti, come pure alla lodevole condotta da lui tenuta dinanzi a Grenoble addì 6 di luglio 1815. Ci siamo degnati accordagli un attestato della nostra stima, ed approvazione, nominandolo Chirurgo del presidio, e dei bagni d'Acqui, con tutti gli onori, e le prerogative, che a tale posto appartengono. Ordiniamo pertanto che venga assentato in detta qualità e che gli si renda ragione dell'aumentata paga, e dei vantaggi portati dalle nostre determinazioni delli 15 dicembre 1815, incominciando dal giorno del suo assento Tale essendo la nostra mente.

Torino lì 7 di marzo 1818
Assento V. Emanuele
Archivio di Stato di Torino. Patenti e Biglietti 1818  Registro 16  Patenti (cortesemente concesso da Roberto Vela)